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Corriere di Romagna


La fotografia è un dipinto di luce e spazi


Le immagini di Manuel Bravi, fotografo ravennate, sono visionarie, affascinanti e delicate. Attraverso la sua arte cattura lo sguardo dell’osservatore per un tempo indefinito conducendolo in un vortice di movimento e sensazioni. Corpi, immersi in uno spazio di cui diventano protagonisti e nel quale prendono vita gesti intimi e conturbanti, sono i soggetti delle sue fotografie. Manuel Bravi si forma alla Scuola Internazionale di Grafica di Venezia prima di andare a lavorare a Milano come freelance nel mondo della moda, città in cui rimane 10 anni per poi tornare a Ravenna. Ed è stato proprio durante gli anni della formazione che scopre l’amore per la fotografia: “Sono rimasto folgorato dalla capacità manipolativa e surreale di questo mezzo espressivo. Mi sono avvicinato alla fotografia attraverso il fotoritocco e ho cominciato a sperimentare con le infinite possibilità offerte. Una post produzione eseguita in maniera rigorosa, senza esasperare l’immagine, permette di smussare o di mettere in risalto le caratteristiche del soggetto senza trasfigurarlo e di intervenire su alcune imperfezioni. Una fotografia è come una vetrina di un negozio, deve essere accattivante e attrarre l’attenzione”. Immagini di grande impatto, ma al tempo stesso contenute ed equilibrate: “Utilizzo molto il light Painting, una tecnica fotografica che permette letteralmente di dipingere con la luce. Si pone la persona o l’oggetto in un luogo buio, lasciando aperto l’otturatore per un tempo molto lungo e sistemando una o più luci per illuminare il soggetto. Si tratta di una tecnica difficilmente controllabile e proprio per questo estremamente affascinante. Il fotografo altera la luce, ne utilizza più di una, le mette in contrapposizione, creando ombre e caos”. Silhoutte eteree dai contorni indefiniti sembrano emergere dall’oscurità. Ciò che si ottiene sono immagini pittoriche in cui realtà e immaginazione si mescolano per mezzo della pennellata di luce. Sono soprattutto i corpi dei ballerini a interessare Manuel: “La mia fascinazione per la ritrattistica e per la figura umana è strettamente legata al mondo della musica e della danza. Adoro osservare il movimento dei ballerini. Chiedo loro di improvvisare, di non affidarsi a coreografie, ma di produrre un proprio movimento, di amplificarlo, e di portarlo fino all’estremo. Da questa ricerca è nato ‘Unrule the Body’, un progetto basato sulla libera interpretazione del corpo e dei movimenti. Non appena sarà possibile, riprenderò l’idea di un progetto a Bagnacavallo in collaborazione con il centro di formazione di danza ‘Beat Ballet’ per mettere in scena un’installazione fatta di danza e immagini fotografiche”. Anche i corpi sospesi appartengono all’immaginario di Manuel Bravi. L’astronauta è il protagonista della sua ultima serie: “Scatti surreali che richiamano le atmosfere di Space Oddity di Davie Bowie. Sono sempre stato attratto dallo spazio e dai cosmonauti. Il protagonista sembra un alieno che è appena atterrato o che forse sta facendo un balzo, chissà, magari per tornare a casa”.

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